11 marzo 2024 · 3 min de lectura
Assemblea ordinaria e straordinaria: differenze, termini e convocazione
Non sono formalità: convocare male un'assemblea può invalidare tutte le sue delibere.
L'ordinaria
Almeno una all'anno, obbligatoria, per approvare il rendiconto e il preventivo (e di solito rinnovare le cariche). La convoca chi presiede, con ordine del giorno, luogo, data e ora — e l'avviso ai morosi deve avvertirli che il loro voto è sospeso.
La straordinaria
Tutte le altre: un lavoro, un conflitto, una spesa straordinaria. Può convocarla chi presiede quando lo ritiene, e deve convocarla se lo chiede il 25% dei condòmini (o dei millesimi): se rifiuta, i richiedenti possono convocarla direttamente.
Termini di convocazione
L'ordinaria, con il preavviso fissato dal regolamento (minimo ragionevole: 6 giorni). La straordinaria, con il preavviso possibile — ma sempre in modo che arrivi a tutti.
L'ordine del giorno è intoccabile
Si può votare solo ciò che è all'ordine del giorno. Le «varie ed eventuali» servono a parlare, non a deliberare. Se emerge qualcosa di importante, si convoca un'altra assemblea — sbrigarla con un voto a caldo significa garantirsi un'impugnazione.
Seconda convocazione
Se alla prima manca il quorum (maggioranza dei condòmini e dei millesimi), la seconda — mezz'ora dopo, come di solito si fissa — è valida con i presenti.
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