15 luglio 2024 · 3 min de lectura
Caso pratico: il passaggio di consegne andato male (e come evitarlo)
Un caso da manuale che si ripete ogni anno in migliaia di condomini: nove anni di carica, gestione "nella sua testa e nel suo cassetto", vende l'appartamento e trasloca a marzo. Il nuovo eredita… nulla.
Il buco
- Conto bancario con la firma del precedente (due mesi prima di poter operare).
- Nemmeno un verbale degli ultimi quattro anni (assemblee "informali").
- Contratti di pulizie e ascensore introvabili (rinnovo tacito a vecchi prezzi… o così si credeva).
- Chi era in arretrato? "Lo sapeva il precedente."
I sei mesi di ricostruzione
- Assemblea di nomina formale e verbale → la banca.
- Lettera ai fornitori noti chiedendo copia dei contratti in essere (salta fuori un vincolo dell'ascensore rinnovato tre mesi prima della vendita: due anni in più a prezzo alto).
- Ricostruzione delle quote dai movimenti bancari di dodici mesi: emergono 1.900 € di morosità che nessuno reclamava.
- Nuovo registro dei verbali vidimato; assicurazione ritrovata (sottoassicurata, si corregge).
Cosa avrebbe cambiato la storia
Che le informazioni fossero del condominio e non dell'amministratore: conti, verbali, contratti, quote e storico in un luogo comune, accessibile al consiglio, trasferibile in dieci minuti. Il sapere della carica non può vivere nella memoria di una persona che, legittimamente, un giorno se ne va.
La regola del buon passaggio di consegne
Se traslocaste domani, il vostro condominio potrebbe continuare a funzionare lunedì? Se la risposta è no, il problema non è il successore: è il sistema (la sua assenza).
Smetti di leggere sulla gestione. Provala.
Entra in un condominio di esempio con tutto funzionante e provalo tu stesso.